Se è vero com’è vero che…

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bouga(foto di poetella)

Se è vero com’è vero che
i gerani stanno tornando a fiorire
la battaglia con le larve e la noia
dura
spietata determinata e infine vincente

se è vero che la bouganvillea
dopo foglie e foglie e vento e foglie
e caldo e foglie
s’è tornata a tingere di rosso per i miei sorrisi
del mattino con quell’aria fresca che ci spettina
e come ci sentiamo sorelle come mi guarda
come mi parla

se è vero che il cielo s’è schiarito la voce e canta
limpido, tenore cristallino alto e nobile e bello
niente raucedini di nebbia
niente vapori caldi, sudori incupimenti
niente torpore all’orizzonte.
Zero offuscamenti.

Se è vero com’è vero che la sera, in balcone
quasi fresca l’aria quasi frizzante
allora possiamo incominciare a preparare la lucerna
della gioia. Accenderla, magari.
Vedere come s’alza nella notte il lumino vivo.

E aspettare l’attenuazione, la sparizione totale del buio

affogata nella luce dei tuoi occhi. Amanti.


(by poetella)

Pachebel – Canon For Three Violins & Cello

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Allora, con quest’aria…

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roselline nuove

(foto di poetella)

Allora, con quest’aria
questi ventisei gradi in balcone
e le roselline nuove grassottelle come peonie e l’ibisco
giallo oro carico di fiori
imbuti gloriosi

allora con questo benessere così libero
così armonioso profumato di basilico appena annaffiato
e la gardenia, ancora tre boccioli!
allora questo allontanarmi
dall’inquietudine
dai crucci di vario tipo
allora forse lo dovrò alla mitezza dell’ora
alla quiete scevra da faccende
e voci
a questa sigaretta sottile e al fumetto che sale alle nubi

o anche, sebbene tuttavia questa sia
forse
la motivazione più facile da scegliere
anche a quella tua frase, a quel tuo

… Sempre nei miei pensieri, Belladonna
Tu come le mie rose che continuano a fiorire…

E forse anche alla foto delle tue rose. Due. Rosse. Io e te.

Estrema beatitudine in petto. Certo, forse.


(by poetella)

due anni fa… (e siamo ancora così!)

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fondo marino

(foto di poetella)

 

Ascolta poetella

 

 

Sta’ a vedere che non li conterò

questi giorni

d’eclisse di sole di luna

di Venere e l’altre stelle

che ti brillano negli occhi

se dici Ciao, Belladonna

[prima che]

 

Giuro che non li conterò dritta sparata

come una freccia senz’occhi

scoccata  filata de ter mi na ta

 

sopra abissi d’assenza increspata

verso l’unico puntolino lontano

di luce che manda pulsando

il tuo cuore grande

 

prezioso diamante d’amante

(by poetella)

 

 

 

 

Si immagina una tela di ragno…

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It's an old game my love.

(foto dal web)

Qui la voce di poetella

(Si immagina una tela di ragno vasta come il mondo infinito,
che brillasse nell’ombra e il cui centro sarebbe,
stavolta, un tenero sole sconosciuto.)

da E, tuttavia di Philippe Jaccottet

E immagino una tela di ragno
vasta come il mondo infinito
che brillasse nell’ombra e il cui centro sarebbe
stavolta
il mio amore per te
da quella illuminato
che a quella fa luce.

E a noi.


(by poetella)

così… mi andava…

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dante gabriele rossetti

Dante Gabriel Rossetti “Paolo e Francesca” (1855).

“Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l’amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l’amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.”

Cantico dei Cantici -8: 6 7-

e ciao!

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Nient’altro che …

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luna1

(foto di poetella)

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Nient’altro che il ticchettare dell’orologio
a parete, in cucina
il ronzio del condizionatore
nell’altra stanza. Il risucchio
cupo dell’ascensore che si ferma un piano sotto al mio
o due.
Nient’altro.
E silenzio.

E non so se rallegrarmene o no.
La mia attesa esasperata
intanto

fa un rumore d’inferno



(by poetella)

Martedì 12 agosto…

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img_4327

(foto di poetella)

Qui per ascoltare la voce

Martedì 12 agosto.
Tutto bene qui, amore mio.
Il ginocchio sta riacquistando le sue naturali dimensioni. Il cuore, no.

È un guscetto vuoto, attorno ad un niente, come un palloncino a cui si sia tolta tutta l’aria.
Moscio e sformato. Sorridi? Ma sì, lo so, lo so che conosci le tensioni, il turgore esagerato di questo mio cuore sempre oltre le frontiere del misurato, del placido, del trattenuto. Sempre così smodato e gonfio, sempre al limite dell’esplosione, con te, amore mio.
Ma lo vedessi adesso!
Uno straccetto appeso nel ripostiglio, un guanto di lattice usato. Un ciuffo di foglie di basilico colte l’altro ieri. Senz’acqua.

La mia acqua nei tuoi occhi d’oceano. Ah! Come rinverdirebbero tutte le emozioni, tutti i trasalimenti, come si schiuderebbero i boccioli dell’allegria e le mie labbra ad accoglierti.

Ma non ci si scoraggi, adorato.
Non ci si disperi.
La costa tra non molto, non troppo, apparirà all’orizzonte.
S’avvisterà l’isola.
Si inizieranno manovre d’avvicinamento.
Abbassate le vele. Remi in acqua. Vigorosi.

La baia sarà accogliente. Ombreggiata da brividi.

Il fiume dei miei occhi potrà sperdersi nell’oceano dei tuoi. Tutt’uno.


(by poetella)

 

 

 

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una cosa vecchia…

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cielo-a-pecorelle

(foto di poetella)

Ascolta la voce di poetella

Intanto posso confessarmi
che questo sole
questa luce a cornice
di tutti i pensamenti già mi basta
a raccogliere il grano

del mio tempo.

C´e stata grande festa di mietitura
sul campo.
Considerevole il raccolto
a guardarlo con questo immenso
negli occhi.

Credo basterà a lungo
a provvista
il chiaro diffuso d´alba
il nitore l´acuto di vista l´allerta
scoccata
al gesto largo, solenne
di Venere Verticordia


colei che apre i cuori

(by poetella)