Ma dove sei…

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azalea e...(foto di poetella)

Qui la voce di poetella

Ma dove sei, dove sei
tutti gli ora che non sei qui o io lì
che magari lo so dove sei
non è questo il punto
l’immagino dove sei ma sei mai qui, dove
qui è con me in me per me
sei mai da lì dove sei un poco dov’è il mio qui il mio
adesso svuotato di te
e tuttavia riempito di te sempre
di te, lontano?

Dimmelo. Fammi sapere
vento di primavera che scuote i teneri fiori
delle due piccolo azalee
delicati e spaventati e un poco soli

sebbene il fiorire attorno sia folto
e spettinato e ridente

e sia indubbiamente primavera. Per tutti.


(by poetella)

 

 

Sono lampo di magnesio…

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galleria d'alberi(foto di poetella)

Qui la voce di poetella
(e ascoltatela, che è meglio!)

 

Sono lampo di magnesio esplosione di luce
oggi, sono inno, alleluja, astronauta che spazia
nello spazio dell’oltre
oltre me oltre te che
sì che sei
tutto o quasi tutto
ma è tutto così luminoso, oggi
tutto così ripulito di scorie dal vento
tutto quello sbatacchiare di pensieri
quel putiferio di ieri

guarda che nitore, adesso!
Guarda come brillano le foglie dei gerani
le cime dei colli
guarda come s’espande la forza, mi vedi?

Sono una fiamma che sorvola il mondo
E guarda com’è azzurro. E tondo
E quel puntolino d’argento sei tu

Quanto sei bello!


(by poetella)

 

 

 

 

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oggi avevo voglia della…

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Gualtieri!

e dunque, riposto…

A Cesare

 

“Tu sei il mio migliore amico

il più alto guru

e il mio signore sovrano

(rito nuziale indù:recitativo della sposa)

qui la voce di poetella

Un capocannoniere non è abbastanza

per me.

Ci vuole il tuo cuore tempestato

il tuo cuore di marinaio

scapestrato, e la tua radio ricevente

che mi porta per i mari del mondo

fino alla Cina fino a tutto

l’oriente che lo sai, è il mio punto

d’appoggio principale.

 

Io non so districarmi fra quel tuo essere

bussola e uragano

e dal mio silenzio ti chiamo

a salvarmi col tuo magnetismo terrestre

a salvarmi a legarmi

quando il fondale mostra

i turchesi e mi chiama.

 

Tu allora vieni indicando

una scia di delfini

mi metti in mano il pane

che getterò sull’acqua

issi la randa e il fiocco

e inseguiamo la gioia

con un sole alle spalle

e un sole avanti

che ancora non vediamo.

 

 

Mariangela Gualtieri

SENZA POLVERE SENZA PESO

Einaudi – 2006

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A guardare un po’ indietro…

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20140415_074635(foto di poetella)

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A guardare un po’ indietro
e vedere una me più
piccola
vacillante sul bordo
titubante in cima e in fondo
confusa rinchiusa dentro
un cassetto in mezzo a cianfrusaglie
minuzzaglie. E ben piegati
riposti sogni.

A vederla traballante, le mani avanti
a cercare appigli a parare colpi
paura di sbucciarsi le ginocchia
spellarsi il cuore
a vederla e sorridere un po’.

Guardala

com’era! E poi?

E poi?
E poi c’è adesso.

Pavimento lucido di basalto
e l’acacia fiorita
direzione sicura mani in tasca sotto
un cielo sgombro.

Oppure no. E poi, tu.


(by poetella)

 

 

Liszt – La Campanella

 
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non mi tocca…

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Non mi tocca
non mi faccio sfiorare da questo
striminzito vociare
non mi fa male
la chiusura senza sbocchi
piccineria sbiadita

[lascio tutto lì, in deposito]

di chi schiamazza senza guardare
il pozzo delle meraviglie
senza ascoltare fruscii di farfalle volate via
senza aspettare sbocciare di miracoli.

E intanto
guarda che fiori!
Guarda che luce che tripudio
che tremolio.

Ah! Bellezza
Me ne sto chiusa nella mia bolla ermetica
luogo sacro
privato
segreto. Con Bach.

Senza periscopio
né tantomeno oblò
e fisso lo sfarzo di questo arredo
mirabile
che m’hai allestito in petto, amore mio.

Grande spazio – piccoli ingombri mobili.


(by poetella)

 

 

(video di poetella)

 

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Appartenere alle nuvole

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Appartenere alle nuvole
questo mio camminare veloce
con tutto l’accecante sbocciare
dei verdi dei rosa dei bianchi dei rossi
dei respironi grossi
che svuotano il petto

e ti sento, sai? ti sento
attraversato di purezza
profumata di terra
e d’erba e di sole
ti sento sospinto come una vela
padrona del mare di questi tuoi giorni

e infine, infine ti respiro, infinito
ti respiro annusando come una gatta
gli angoli delle ore
e i pensieri mi si stendono attorno
alla tua aura
agreste

in questo sparpagliato
tepore che m’ovatta le ore
invitandomi al sonno

o al sogno?


(by poetella)

 

(un video di poetella)

 

 

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