Foto di poetella

(foto di poetella)

 

 

E dopo, dopo che il mondo

ha smesso di rivoltarsi, dopo che l’onda

l’ha travolto

trascinato, l’ha fatto vorticare

e dondolare dolcemente e ribollire

e sussultare e tremare

 

dopo che il mondo s’è lasciato scivolare fino al fondo più fondo

del suo più nero fondo

più rosso,

più bianco di un lenzuolo di lino

che il sole scalda e il vento schianta

e spande profumo.

 

Dopo che il mondo è riemerso  e s’è accasciato,

s’è voltato, spianato e sollevato come una cordigliera

preistorica e crollato come

una diga e sprofondato

accecato di luce

luce che toglie la luce

luce che tinge di buio

e di azzurro

e di giallo

come il sole sugli occhi chiusi

abbacinati

storditi.

 

Dopo che il mondo ha tremato/pulsato/vibrato

per l’urlo di mille angeli caduti

mille angeli

precipitati dannati

persi affondati in un abisso d’inferno infocato

          eterno

 

 

dopo che tutto è stato silenzio

a parte un leggero soffiare di vento

[il tuo, il mio respiro riprendevano spazio]

 

allora

 

sei il mio pane, ho pensato

la mia grappa di mirto

 

e veleno, veleno. Veleno

 

che ogni volta             mi uccide

 

(by poetella)

 

 

 

ascolta