Di chi era quel cielo, stamattina

se non mio

E quella luce

tutto il creato a benedire d’esistere

di albero in albero, di tetto in tetto

rimbalzava e si dilatava il chiarore

[è capace d’assorbire la meraviglia

questa mia anima assetata]

 

Intrisa d’attesa camminavo

occhi al cielo

                   – attenta che cadi, mi dicevo ogni tanto

occhi al cielo ho visto quella nube.

Che non era una nube

Era sangue sgorgato dal cuore degli angeli

Una pozzanghera in cielo

di rossi, d’arancio, di giallo e di bianco

Di luce fluida/cangiante/tremante

 

Un sussulto nell’aria

Rimbalzo dagli occhi al cuore

Camminavo e guardavo e non sapevo

davvero non sapevo quanto

 

quanto quella festa fosse, pensavo,  solo mia

che tremavo contando le poche ore

le troppe ore, che strano! quanto è poco? Quanto, tanto?

 

le ore stese lucenti

tra me

e le tue labbra.

Promesse.

(by poetella)

 

J.S. Bach – Minuet in G major