(foto di poetella)

 

Siamo irrequieti in queste notti

che forse è quella luce di luna

così sfacciata

– la luna non dovrebbe, non le si confà, non s’addice al chiarore-

così slargata in cielo

e sui tetti

e sulle cime degli alberi del parco

[luccicano come promesse di vigilia]

 

Ci vorrebbe un cielo di nebbie

Un cielo modesto e garbato

Paziente

 

Un cielo riposto e velato e calmo

ci vorrebbe

che insegnasse l’attesa

la parsimoniosa lungimiranza.

 

Che poi, in fondo, si resiste

Si dice, almeno che si resiste.

Resistiamo come rami al vento

che non si curano di perdere foglie

Non si preoccupano e aspettano colmi di linfa

pronti a dare

a fare

a far crescere le future speranze

 

gemme di foglie che non ci sono

                              Ma verranno.

Loro verranno e gli alberi

lo sanno. Noi  lo sappiamo

Dovremmo imparare

Resistendo respirando rispettando

il silenzio

Che amiamo, in fondo. Ché il silenzio è di più.

(by poetella)

 

 

J.S. Bach- Prelude