Mi piace la casa di X.

È piccola. Essenziale. Come lui. No, lui non è piccolo.

È immenso, anzi. Ma è essenziale. Niente superfluo.

Niente aggiunte. Falsità. Mistificazioni… quello che vedi è. E quello che vedi… è straordinario.

 

Ma dicevo della casa. Beh, non c’è niente di più di quello che serve. E niente di meno. Ci si sta bene. Le cose se ne stanno vicine, accordate. Parlano tra loro. Cantano.

Anche quei giornali, quei libri accoccolati sul comodino, non è  disordine.

Sembra, che ne so, la casa dello scrittore, dell’artista… del poeta.

 E profuma. Sempre. Un buon odore di pulito. Di bosco di mattina…

Di accoglienza. Di finestre sul parco. Che poi mica c’è il parco, fuori. Dentro sì.

 

Lui fa foto. Belle foto. Eleganti. Ritmi nella luce. La luce, la luce…

Superfici lisce o ruvide che sembra le puoi toccare, tanto accendono i sensi, tanto li fanno giocare… ti ci puoi muovere dentro.

E ogni angolo di quella casa sembra una foto. Illuminata giusta, che poi ti scivola addosso quel chiarore, quando ci stai. Ti colora.

(in quella casa mi sa che sono più bella)

 

E i colori. Ecco, i colori sono come bagnati d’aria. Intrisi. Scelti ad uno ad uno come le parole di una poesia. Tutto attraversa gli occhi e tranquillizza. E ogni tanto, quei rossi… quella parete che urla vita, fremiti, sorprese  e ti butta tutto addosso…

“Ma come t’è venuto di fare ‘sta parete rossa?” dico. E lui sorride… e mi bacia.

Baci rossi, come la parete.

 

Certi interni tingono di giallastro i pensieri e le facce. Lì no.

È tutta una festa dionisiaca. Un rimbalzare dai celesti ai rossi, ai grigi ai gialli. Una continua meraviglia degli occhi. Questo ha fatto della sua casa.

 

Perché i suoi occhi guardano le cose da amante.

In modo speciale.

Come se volesse scattare ogni istante della vita e raccoglierlo nel suo archivio.

Le cose si possono guardare in tanti modi.

E ci sono occhi che guardano come se bevessero. Come se entrassero nella luce per scioglierne il sortilegio. Per comprenderlo. E viverlo.

 

Mi piace come guardano i suoi occhi. Come filtrano.

E come si dilatano nella Bellezza, quando la trovano. Si vede quando s’accendono e vibrano e trattengono. Immortalano. Si vede.

Lui parla poco, ma i suoi occhi, no. Loro no.

La loro è voce luminosa. Conosco il loro codice. Per me non è un segreto.

È limpida chiarezza, limpida, onesta chiarezza.

Di occhi così, in una casa così, ti fidi. Non puoi che fidarti.

La menzogna non conosce quell’indirizzo.

Io sì

(by poetella)

 

Eddie Vedder – Guaranted

 

 

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