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(foto di poetella)

Le bambine dormono. Ancora.

Due fagotti tiepidi.

Più di un metro di vuoto oltre i piedi, nei lettini.

E già un chiarore. C’è un chiarore sottile che scivola dentro come una fata, tra le fessure delle persiane.

Dev’essere giorno, fuori. Da un po’.

La prima, la grande, si sveglia.

Un quarto d’ora di più, ma è la grande.

Anche pochi minuti contano in certe questioni.

 

Sarà venuta o no?

 

La prima domanda, sotto le coltri pesanti. La trapunta blu. L’altra è rossa. Tutto uguale, solo i colori diversi, per le bambine.

Ché sono gemelle, ma una moretta, vispa come un leprotto, l’altra chiara chiara, fitta di sogni, tutta lentiggini e due occhi verdi verdi,. Da rossa. Come la mamma. Anche se non è rossa.

E vorrebbe somigliare a papà.

Gli stessi colori non va bene, per le bambine diverse.  

 

Sarà venuta o no?

 

Ecco che anche l’altra.

E tirano fuori le capoccette come due funghetti nel bosco.

Si guardano. Si fanno coraggio.

Andiamo a vedere di là?

La grande, un quarto d’ora di più. Lei deve fare da apripista. Sempre.

Lei il coraggio. Lei l’iniziativa. Le che spinge e guida.

È grande.

Mica ci si deve far vedere coi dubbi. C’è la piccola

 

Sarà venuta o no?

 

S’alzano. Vanno. Le vestagliette, una rossa una blu, vanno come in processione. Due folletti minuscoli nellla sconfinatezza del corridoio. Eterno. Una strada nel bosco, di notte. Fa freddo. Forse è la paura.

Ecco la cucina, in fondo. Ecco la luce dell’albero che plic, ploc, plic, ploc, dalla porta a vetri chiama. Come una goccia di elisir magico.

 

La manina della grande sulla maniglia. Occhi alla sorella. Apre.

E negli occhi della piccola lo stupore.  

E guarda anche lei.

Nel centro del pavimento della cucina il tappeto della sala, quello bello coi disegni strani. Tutto coperto di minuscoli vestiti di bambola.

Un intero guardaroba. E calze. E scarpine di pelle, e gonnelline arricciate e camicette e cappellini. Tutto doppio. E cappottini di velluto col collettino di pelliccia e il bottone dorato. Tutto doppio. Anche due borsettine di panno rosso.Tutto attorno ad un armadio da bambole coi cassettini, gli scompartini, le stampelline e sedute accanto le loro  due vecchie bambole, non c’erano bambole nuove. In mutandine e canottiera, le vecchie bambole, tutte pettinate. Pronte per essere vestite.

 

È venuta! La Befana è venuta!

 

Ché mica può averli fatti mamma quei vestitini! Sono troppi.

Mamma va a scuola, la mattina, poi a casa fa tutto lei. E poi papà. E le bambine…le cura. Racconta favole. Aiuta nei compiti…

Mica può averli fatti lei quei vestitini!

E quando?

Di notte?

 

La Befana esiste. Sicuro.

(by poetella)

 

 

Handel’s Minuet.

 

 

 

 

 

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