si consiglia vivamente di leggere questi versi…

(ho fatto pasticci col reblog…. vedo di rimediare…)

Tre movimenti 

 Largo, delle attese

 Nell’estate noi smorti dobbiamo frugare
 Con tenacia, uscendo da tali scomparti
 Di vetro e procedure, certo inabili
 Al suo fandango di magnolia densa.
 Pure mi sono infittito a pensarti
 Nell’aria del mattino, e poi trovato
 Esposto ai tuoi fianchi, al tuo  profilo
 Di pesca, appena esperto sulle gote.
 Ce ne saremmo andati per silenzi
 Rionali, nei giardini che non si curano
 Di chi li ignora e se ne stanno secchi.
 Lì, fra vecchi negozi e portiere occhiute,
 lungo l’attesa sciatta appostare l’amore
 celebrato, tirarlo sotto un poco
 verso gli odori sgomberati ed umili.
 Dirti comunque tutto non sarebbe mai il fatto
 E nessuna parola ci conduce
 Oltre questo varcare l’aria nobile
 Di viale Europa, spaesati nel nostro finire,
 Distratti dai tuoi ricci, dalla tua voce
 Nemmeno peculiare, dal mio scherzare stucchevole.

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                  Agitato, molesto

  Possedere il tuo amore e un indeciso
 orgoglio nel condurti oltre gli uffici
 potenti di cristallo e cubature,
 verso i momenti stolti di un giardino,
 a respirarci nelle bocche e irridere
 con dolcezza i doveri e i dispiaceri.
 Non avrai un altro amore così acceso
 mi dicevano i resti di saggezza.
Tu schiudevi le labbra di signora
sventata e profumata e le promesse
tintinnanti cadevano nel pozzo
della speranza che non ci disseta.

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          Lento, decadente

 A tratti il mio ricordo si divincola
dal corpo, senza lasciarmi del tutto,
mi sorveglia dall’alto con l’acume
ossessivo che tiene il falco infisso.
Avevamo il disordine del frullo
e l’impeto arrogante che precipita
nel peccato, quando nell’ombra
dell’ultima ora ti tenevo stretta
finché i nostri sudori si seccavano
sull’orlo sterminato del coraggio
e il silenzio assolveva il disonore.
Mi piangono addosso, ora, le tue canzoni
ridicole, pittate di colori che stingono
la povera fortuna di non averti
mentre sfiorisci e mentre mi dimentichi.
Riemergo dai sogni col tuo sapore,
senza carne, profumo e conseguenze
e che pure si sperde, nel gorgo
degli attimi, cede alla luce, s’annulla
nell’alone di saziata sventura.

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di Ioviracconto…

 

Ecco fatto…e buona lettura.