(foto di poetella) 

 Ma no, non è questo, dice. Mica parlavo di qualcosa in particolare. In generale. Il mio, dice, è un discorso generale.(fa un ampio cerchio con le mani) Parliamone, no? Se no, dice, che siamo amiche a fare?

Sono anni, no? Anni che ti parlo di questa storia. Quanti?(fa come contare con le dita) Uno, due, tre? Quattro? Quattro, dice. Sono quattro anni che ti parlo, ti racconto, ti assillo con questa storia.

 

E adesso te ne esci con la fedeltà. Vuoi che parliamo della fedeltà.

In generale. Certo, dice. Mica relativo a me. a lui. Così(sempre ampio arco con le mani) in generale.

Ma che cavolo ne so io della fedeltà! Dice. Io so solo che se hai uno in testa gli altri, niente. Ombre. Nebbie. Io. Credevo. Mica vero.

 

Pure se c’hai uno in testa da, quanto? Uno, due. Tre, quattro anni. Certo. Quattro anni. Può succedere. Ma no. Non dico che sia successo a me, dice. Dico che può succedere che t’accorgi, una mattina, che stai pensando ad un altro. Magari perché, dice, quello ti sta vicino. Quello ti coccola, dice, ti cerca, ti tiene in testa e magari è pure bello/bravo/ buono, dice.

Ti sta vicino col pensiero, (si tocca la fronte) con le parole. Le cerca le parole per farti sentire che ti sta vicino, belle come lui. Ricche, dice, eleganti. Pure in versi, magari. Ecco, dice, pure in versi…

 

E allora ti viene in mente, una mattina. E a metà giornata t’accorgi che, dice, t’è venuto in mente almeno dieci volte. E quell’altro, quello che due, tre, quattro anni, lui il magnifico, lui che nessuno mai come lui, lui il superlativo, l’amante eccezionale, il bello come un dio, il fuori classe.

Quello, dice, non t’è venuto in mente (si tocca la fronte)da almeno quattro, cinque ore.

Ma che c’entra, dice, che c’entra con la fedeltà?

No?

(by poetella)

 

The entertainer (la Stangata).

 

 

 

 

.