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(foto di poetella)

 

 

Davvero strano…

Lontana, in un’altra città. Stupenda.

Brulicante di gente e gente, a frotte, a gruppi. A branchi.

Gonfia di bellezza. Stupore ad ogni angolo. Occhi in su, a bearmi.

Poi, al ristorante,  tavolo accanto al mio, tu che non eri tu. Un tu che parlava inglese. Un tu più alto, forse, appena più giovane.

Ma tu.

I tuoi occhi.

Il tuo sorriso largo. La tua voce.

Non riuscire a non guardare quel tu che non eri tu.

E quel tu a guardare me.

Poi via. Perso.

 

Poi ritrovato che usciva dal museo dove entravo io.

Nel pomeriggio.

E la mattina dopo, ancora.

Occhi negli occhi. Come conoscersi, ma non conoscersi.

Sfiorarsi e poi, via.

Tu, che non eri tu, ma eri tu, per me, lì. Con me.

 

Molto, molto strano.

Come un sogno a occhi aperti.

 

Ne capitano di cose. A noi, che si fantastica.

(by poetella)

 

 

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