(foto di poetella)

 

Non importa.

Me lo dico e ridico. Convinta. Non importa

Non ti cerco, non chiamo. Non scrivo. Ho da fare parecchio.

Le mani occupate. Tutt’e due.

Uno due tre quattro. Cinque giorni. Sei giorni

Sette otto.

Non mi lascio impressionare dalla voglia.

Che si rimescoli il vortice.

Che cresca il monte. Si sollevi. Viaggino tutte le barche.

Carico scarico. C’è da fare parecchio.

Questo il segreto di Pulcinella.

 

Senti come non scrivo? Vedi?

Senti come s’allarga il vuoto? Lo senti?

Senti l’elastico della fionda?

Come tira? Tira ancora, dai. Tendi al massimo.

 

Questo voglio.

 

Non fanno per noi le pantofole a quadretti.

L’armadio in comune, carta di Varese e lavanda.

Non se ne parla proprio.

Niente Che vuoi a cena?

Noi, niente vestaglia, niente pigiama.

Niente consumato, messo due volte.

Ripiegato per dopo.

Tutto perfetto. Depilato. Profumato.

 

Vuoi trasalire? Eccomi.

Ti vuoi stupire? Vuoi la grande onda?

Eccomi.

Quando sarà. Improvviso come il lampo.

Come il tuono.

Nuovo. Una lingua sconosciuta. Musica.

 

Quando sarà.

 

Quando l’acqua sarà quasi al petto, al collo, al mento.

Quando sarà vuota, più vuota del vuoto più vuoto

di rimbombi, la stanza dei giochi.

Lo sai che so giocare, no? Sono maestra.

Quando urlerà di voglia, tremerà, smanierà la stanza dei giochi.

 

Quando mi suonerà il tuo Mi manchi.

Prima no. Non cerco. Non chiamo. Non scrivo.

 

Contaci. Sono la tua strega.

(by poetella)

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