29.02.2009

 

 

Bianco. Vorrei del bianco. Pulito.
Un lenzuolo al sole.
Dov’è il mio posto? E il mio sole,
dove?

Voglio togliermi di dosso
me stessa.
Come una buccia.
Sotto ci deve essere una polpa,
un brivido da succhiare e ancora goderne.
C’era.
Voglio un coltello.
E incidere fondo.
Fino al morbido, al cedevole.
E affondare la bocca,
macchiarla di rosso.

E offrire.
Ma non trovo coltelli.
E la buccia è irta di spine.
Si difende.
Punge e graffia.

È difficile da penetrare.
È una rocca.
Deserta.

Ecco. Deserta.
Non c’è più nessuno, dentro, che apra.

Il mio respiro è come l’ultimo fumo
di un fuoco spento.

..

(by poetella)

 

Beh? Cambiata un pochetto, vero?

Meno male che l’ho trovata, che mi stavo scoraggiando, oggi. Pensavo, cazzarola, non riesco a scrivere. Non mi viene niente. Sono arsa, prosciugata, svuotata. Non scriverò più.

Fine della corsa. Amen. Abbiamo scherzato.

E non posso sedarmi tra un’ispirazione e l’altra, come diceva il vecchio Hank…

 

Poi mi arriva un commento su un vecchio sito dove postavo le mie, quattro anni fa…le prime…

E sorrido.

Ok, poetella! Continua va’, che sei andata avanti. È solo una pausetta, ma non mollare. No?

Non mollare.

 

 

 

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