diffondiamo….

CARTESENSIBILI

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Quella notte mi ero svegliata di soprassalto verso le 3 (mi succede quando sono molto tesa), ed ero in dormiveglia a pensare al testo da scrivere per l’attentato di Brindisi, quando sentii dei rumori sempre più intensi provenire dall’armadio (posizionato sulla parete che dà al cortile interno). Come se qualcuno vi rovistasse dentro. Come facevano spesso in passato le mie gatte gemelle. Ma loro non c’erano più da tanto e l’ultima gatta con noi, Lilli, dormiva vicino a me. Allora?
Saltai subito giù dal letto, chiamando mio marito: «Rosario, il terremoto, il terremoto». Prendemmo al volo le vestaglie e via giù per le scale dei quattro piani. Sì, non è una manovra saggia, è risaputo, ma eravamo impreparati e abbiamo reagito d’impulso. Erano le 4 e 4 minuti del 20 maggio.
Davanti al portone non c’era nessuno, poi, provenendo da San Francesco, è comparso un folto gruppo di ragazzi…

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