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(foto di poetella)

 

 

Ascolta poetella 

 

 

 

Ed io sono qui…che conto i giorni, hai scritto.

 

Ma a me piace pensare che, mentre conti, l’infinita dolcezza del profumo della lavanda, lo splendore rosso dei tuoi pomodorini, il tremare delle foglie degli alberi del “pensatoio” e  il bagliore tiepido che viene su da quel tuo straordinario pavimento di cotto, all’alba, ti aiutino a mettere un’ora in fila all’altra e sorridere.

Ché noi ci stiamo aspettando, come negarlo, ma sempre col sorriso.

 

Con la meravigliosa consapevolezza, me lì’hai insegnato tu, ricordi? che la Bellezza sia ovunque.

E che ci venga incontro, se solo si sappia guardare.

 

Sappiamo guardare. Noi sappiamo.

 

E t’assicuro che non so, proprio non so se tu sia stato per me una specie di lente, un dispositivo d’ingrandimento di tutta la Bellezza che c’è nel mondo, o se solo perché la tua, di Bellezza che, nota, profondamente assimilata e continuamente presente ai miei occhi, sia poi una specie di voragine che m’attira addosso tutta l’altra possibile Bellezza.

Non lo so.

Ma tant’è.

Mi segui, vero?

 

Stamattina, ero poco dopo l’alba, e in balcone, la strada sotto deserta, mi sembrava che anche le foglioline di salvia parlassero la loro lingua profumata…

Ma forse perché avevo appena letto una tua mail…

 

Alla quale, ma tu sai… alla quale non ho risposto . non ancora, fino adesso, perché è bene che si sia aria, tra noi. Aria.

Ché così si possa riempire di libertà.

(by poetella)

 

 

 

 

 

 

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