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(foto di poetella)

 

Vola. Sola sola. Chissà da dove viene.

Dice Guarda! Bella, vero? Lui guarda in direzione della mano che s’è sollevata ad indicare in alto. La bolla. Grossa, luminosa, col riflesso del sole d’agosto. Fluttua. Danza.Un riflessuccio celestino.

Leggerezza libera in aria.

Libertà nella libertà.

Armonia di movimenti.

Soffiata da chissà dove, da chissà chi.

Vola. Bella! Dice lei. Bella! Entusiasta come una bambina alle giostre.

Poi, pluf!

Sarebbe bello, dice, finire così. In tutta bellezza. Dice. Senza corrosione. Senza degenerazione. Senza impoverimento. Abbrutimento. Desolazione.

Così. In un soffio. In tutta bellezza. Assoluta. Incontaminata.

Pluf. Bello, no?

Perché invece tutto si… (si specchia nel vetro di una macchina parcheggiata. Si raddrizza. Guarda l’onda dei capelli) perché si deve scolorire, tutto. Sciupare, perché deve consumarsi lentamente prima di.

 

Anche le lampadine si rompono in un pluf, dice lui.

Sì, ok. ma  meno romantiche, no?

 

Arrivati.

Rispondi forte al citofono, che tua madre non ci sente. Ok?

Ok.

(by poetella)

 

 

Monteverdi – Toccata Orfeo.

 

 

 

 

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