su Joyce…trovato girovagando per le strade di Wiki

“Un giorno, andandolo a trovare, un amico lo avrebbe trovato riverso sullo scrittoio in un atteggiamento di profonda disperazione. «James, cos’è che non va?» avrebbe chiesto l’amico. «È il lavoro?». Joyce avrebbe assentito senza nemmeno sollevare la testa e guardare l’amico. Era naturalmente il lavoro; non lo era sempre? «Quante parole hai scritto oggi?» avrebbe domandato l’amico. E Joyce (sempre in preda alla disperazione, sempre con la faccia posata sulla scrivania): «Sette». «Sette? Ma, James, è ottimo per te!» «Sì» avrebbe risposto Joyce alzando finalmente la testa «Suppongo di sì, ma non so in che ordine vanno!»

…………..!

Beh, carino, no?

 

comunque sono inebriata dall’Ulisse.

Vorrei rubare il tempo a tutte le piccole cose quotidiane da fare per immergermici continuamente.

Non si può.

Pazienza.

 

Aspettiamo la tarda sera…e poi….

 

(by poetella)

 

 

 

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