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Umano, certo. Come no?

 

Imparare dagli animali. Questo si dovrebbe.

 Che ne so io degli animali? Che ne so se anche loro non abbiano un’idea di futuro.

Di concatenazione degli eventi. Consequenzialità.

Non programmino. Solo istinto? Non sperino. Non abbiano degli dei da supplicare.

 

Io non ne ho. Da un pezzo.

Sebbene, un dio ce l’avrei, se ci penso. Comunque. Ma non ho bisogno di supplicarlo.

Poi, non sarebbe neanche ben fatto. Non servirebbe. Resa. Tempo superfluo.

In fondo la sua esistenza è già esaudimento.

Già grazia.

Pellegrinaggio fruttuoso.

 

Mi muove lo stupore, ogni volta. Ogni volta, ma come? Ogni volta come se. Ogni volta no! Impossibile.

E invece sì.

 

La tendenza a voler prevedere i miracoli, la tendenza a voler quantificare i tempi di attesa.

Umano. Umano.

Ma cosa c’è di prevedibile nei miracoli?

Come possiamo noi, mortali, pretendere di…

 

E dunque si fa un altare.

E attorno gli ex voto.

Per grazia ricevuta.

Di ogni miracolo. Di ogni apparizione.

Di ogni introito all’altare del dio. Generoso. Benevolo.

 

Splendente di maestà e gloria. Per…

(by poetella)

 

 

 

 

 

 

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