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(foto di poetella)

 

Giornata pesantuccia.

L’affastellarsi dei devi, degli ora, dei subito che se no.

L’aggrovigliarsi delle sensazioni negative,

caldo, appiccicume, umidità collosa e invadente,

rumori del fuori eccessivi, profusi a larghe mani ovunque.

 

Il dentro che voleva cantare e veniva zittito da una mano enorme di obblighi e prescrizioni.

Altrui.

L’assenza di uno spazio mio, solo mio, reale, dove andarmi a rifugiare per sfuggire al cumulo d’inseguitori famelici, voci, richieste, incombenze noiose, ordini.

 

Tutto un bagaglio disordinato di eventi imprescindibili, gravosi e mal tollerati.

Fatica e sudore, senza giovamento. O forse sì, ma a quale prezzo?

 

E, in tutto questo, la mia stella che brillava come un’epifania di bellezza promessa.

Consolava. Dava forza e luce.

Tu.

 

(by poetella)

 

 

 

Scriabin – Etude op.8 no.12

 

 

 

 

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