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(foto dal web)

 

Stava pensando a Marco, da un po’.

E le veniva proprio da sorridere. Finalmente.

Raro che pensando a Marco sorridesse. Almeno fino adesso.

Marco sempre agitato. Marco col coltellino, con l’accendino, con le sigarette in tasca. E lo zaino vuoto. Sempre vuoto come il futuro senza speranze. Marco col padre all’estero.

Che invece all’estero non c’era stato mai.

Forse nemmeno fuori dal quartiere. In quegli ultimi anni.

Solo un po’ fuori. Quartiere confinante. Con le sbarre alle finestre.

Marco che voleva andare al bagno. Marco che voleva scendere a fare fotocopie. Marco che voleva andare a riprendere la felpa in palestra. Che voleva cercare la professoressa di Musica.

Che voleva chiamare a casa.

Marco che fuori, via, basta che non stava in classe.

Ché in classe si annoiava. Faceva casino. Strillava. Ruggiva. Bestemmiava.

Marco che, professorè, s’è addormentato! Lo lasciamo dormire, così non rompe?

Stava pensando a Marco, da un po’.

 

Marco che Non mi va. Non so’ capace. Marco che Ma che voi da me?

Marco che Il libro non ce l’ho.

Il righello non ce l’ho.

Marco che balla, che canta e non è l’ora di Musica. Che legge forte il Corriere dello Sport, col libro di Tecnologia  del compagno aperto davanti.

Marco che s’arrampica sui banchi. Che si siede con la sedia a rovescio come all’osteria.

 

Stava pensando a Marco, da un po’.

Marco che quella mattina la stava aspettando davanti alla classe, con gli occhi accesi come di fronte ai regali di Natale che non riceveva mai, l’aspettava tenendo la maniglia della porta e dondolava come su una giostrina  alla festa del quartiere, allegro, sveglio.

In attesa.

E quando se l’era trovato a tiro di voce Lo finiamo il lavoro dell’altra volta, professorè?

No! Ne facciamo uno nuovo!

Che, l’altra volta, seduto al computer, con lei vicina, aveva fatto un capolavoro!

Ma sì che sei capace. No, professorè. Ma ti dico di sì. Così, così e così. E poi così. Vedi? Così.

Era stato capace, invece, mentre gli altri disegnavano sui loro fogli. Un po’ invidiosi. Che gli piaceva che gli altri fossero invidiosi. Come gli piaceva!

Lui, la stessa cosa dei compagni, al pc. Solo lui.

E lei vicina, che Sei brava, professorè. Cacchio! Anvedi  quante cose sai fa’!

 

Era stata brava sì!

Oppure, solo una botta di fortuna. Non lo sapeva.

Ma a Marco che gliene fregava!

Lui, adesso l’aspettava, ché con lei si divertiva.

Ché adesso era diventato bravo! Per adesso solo con lei, ma…

..

(by poetella)

 

 

John Cage  – Dream

 

 

 

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