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(foto di poetella)

 

E mentre  cammini, canta!

Qualunque, sì, qualunque cosa. Ma canta.

Cinquanta minuti di cammino. Mica puoi stare a pensare.

Mica puoi a che, a come, cosa, ma quando, e se poi? Mica puoi a, comunque… Per quanto.

Certo no, certo sì. Ma allora? E se allora? E se mai allora?

Mica  puoi, ad ogni passo, arrampicarti su pensieri sdruccioli, che va’ a sapere dove ti portano.

Dove ti fanno rotolare. Se ci cadi su, se poi ti rialzi. Se affondi. Se t’immergi in un baratro di terrori, di domande, di supposizioni dannatamente inutili.

Canta,

 mentre  cammini, ecco, canta!

Un passo e fuori l’aria e un altro passo e Mahler, o Borodin, o Piaf, che so? Fai La la la…

Quello che ti pare, ma canta. Te lo dico io. Sono io che te lo dico.

Io che me lo dico, e intanto la la la…

E intanto mh mhhhhhhhh mhhhhhhhhh…a bocca chiusa.

 

Ho un punto, dentro, dove nascono le nuvole.

Guarda come se ne vanno su.

Guarda come è azzurro il cielo! Con qualche sbruffetto bianco.

Piccolo piccolo. Dev’essere uscito da me. Da quel punto, cuore di nuvola.

 

E canto. Mi dico canta! E canto.

E guardo le nuvole.

Come quelle che m’ha fatto vedere l’altro ieri, il computer sulle gambe, sopra al piumino.

E uscivano dal display e ci avvolgevano, ci contenevano, ci proteggevano, ci nascondevano a tutto il dolore del mondo.

Eccole lì quelle sue nuvole.

Mi cantano, mi ballano negli occhi.

Ed io canto, mentre  cammino, ecco, canto.

E lui con me, adesso, anche se lui con lei. Anche se lui con l’altra, con tutto il  mondo, con gli obblighi, coi piaceri, con le consegne e i premi, con  i sì ed i no, che importa?

È  qui, negli occhi, nel cielo, sotto i passi

 

E io canto, cammino e canto. E sono  anch’io, anch’io  nuvola .

(by poetella)

 

Mahler-Adagietto della V sinfonia

 

 

 

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