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la Bellezza

(foto di poetella)

 

Comunque ci si darà da fare. Parecchio.

Io lo so che quello è il modo.

Lo so bene. Quella l’ancora, il filo del palloncino, le scarpe buone.

Fare, fare e fare.

Un lavoro incessante. Fatica.

Non dico servirà scendere in miniera.

Conoscere pala e piccone. Vanga, martello.

Neanche lottare coi Ciclopi, le Idre. I Draghi focosi

I mostri meccanici. Chi li vede in giro.

 

Ogni attività potrà andare bene, ogni canto, ogni grido

ogni suono che vinca l’immobile silenzio. Basterà.

 

Velocità. Rivoluzione di tutte le cose da sotto

a sopra, da sopra a sotto. Pulizia, magari.

Riposizionamento.

Ci vorranno attrezzature acconce

professionalità. Non un fare scalmanato dissennato

scombinato. Non dico questo.

 

Ma niente porta aperta a quel sibilo di fumo nero che s’insinuerebbe

nel silenzio. Fare, fare e fare rumore.

Tintinnio di cristalli frastuono di grancassa. Musica, maestro!

 

E misurare, poi, calcolare la distanza-vicinanza

infine, via! Si va. Si agisce. Si agirà.

Non si lascerà scoperto un minuto

non si presterà il fianco allo scocco, 

non si permetterà al nemico l’arrembaggio

giuro! Giuro, giuro!

 

Si avrà così tanto da fare che neanche una volta

nemmeno una briciola di volta

nemmeno una stramaledetta, dannata  volta si penserà

 

penserò, io penserò che t’ho perduto. Quando sarà.

(by poetella)

Valse de l’adieu – Chopin

 

 

 

 

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