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dallo splendido blog di Intesomale

un emozionante brano letto da poetella

ascolta poetella

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Confessione di Hank il navigatore

Pubblicato il marzo 15, 2013 di

Ho perso la direzione, capitano, ho perso la rotta. Sono settimane che l’ho persa. Non osavo dirvelo, ma è così.

Fino a poco tempo fa ve ne stavate seduto alla sera, sul ponte, ad ascoltare l’estate con la pelle, a fumare la vostra pipa ripensando alle vostre mille babilonie, e mi chiedevate, di tanto in tanto: dove siamo, Hank? E io vi rispondevo: A poche miglia dalla costa, non lontano dal paese dei Blemmi. Oppure: Al largo di Mumbai. O ancora: Trenta miglia a sud di Thule. Ed eravate soddisfatto, borbottavate fumo e approvazione e tornavate a immergere i denti nel bocchino, il cuore nei vostri confusi pensieri.

Ora sono giorni che ve restate lì, quasi immobile, e non dite nulla, non mi chiedete nemmeno più di aggiornarvi sulle acque che ci circondano. E io non ho ancora avuto cuore di dirvi che non so nemmeno più dove siamo diretti. E, a dire il vero, anche se lo sapessi non saprei arrivarci, perché è dal solstizio che il disegno del cielo è cambiato, la stella del nord è scappata col capricorno e io credo proprio che stiamo girando intorno. O peggio. Ho bisogno di tempo per studiare le nuove stelle, di capire se davvero è ancora il cielo quello che vedo, o se tutto questo è il sogno di un ubriaco innamorato della schiuma delle onde.

Se sono io a dubitare della volta celeste, o se è lei a dubitare di me.

Che cosa siamo, capitano? Una compagnia di matti? Pirati? Saltimbanchi del mare? Non ricordo più nemmeno quello. Cosa porto alla cintura? Una pistola o un bastoncino di zucchero? Abbiamo realmente raggiunto l’isola in cui ricordo di aver stretto tra le braccia una verità con la pelle chiara e gli occhi profondi come fori di proiettile? O tutto si confonde nel mondo come già si confondeva da anni, forse secoli, nella mia anima marcia e putrida?

Non fumate, questa sera, capitano? Per quel che serve che io tenga il timone, posso persino venire a farvi un po’ di compagnia. Fatemi posto, avanti… ma, capitano, dormite? Capitano?

Capitano?

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