leon gambetta2(foto di poetella)

da un commento di Intesomale, questo ne è uscito…

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Avercela, una seggiolina di quelle impagliate, di legno, con quella lacchetta verdolina un po’ scolorita, le gambe graffiate dalle unghie di generazioni di gatti di famiglia, con la macchietta bianca sul muso.

Che poi, mica basterebbe la seggiolina.

A metterla in balcone non viene bene. Non soddisfa.

Ti devi sporgere. Guardare giù. Posa innaturale per chi ama le nuvole.

 

Ci vorrebbe dico un bel patio con davanti alberi e alberi e lontano il profilo imbronciato del Soratte. E nubi a ventaglio.

E profumo di salvia, di timo, di rosmarino. E maggiorana. Hai messo anche la maggiorana? Non ricordo.

 

Accendiamoci una sigaretta, va’. No. Dopo.

 

Quando matura il melograno? Mi fa pensare a un frutto autunnale. Non so. Non me ne intendo di frutti. Poco anche di fiori. Comunque mi sembra autunnale. Con quei rossi, quei bruni. Quell’oro.

Quanti saranno i suoi grani?

Più di settantasei, sicuro. Settantasei giorni che non ti vedo.

 

Io me l’accendo, adesso. Ma no, dai

 

che poi non riesco a scrivere e se la fuma tutta il posacenere. Certo, si potrebbe considerare l’eventualità di passare alle sigarette elettroniche. Pare sia quasi uguale. Pare ci si abitui.

Mai abituata ai quasi uguale.

O così, o niente.

 

E tu, tu, amore mio! Se proprio ti venisse fame, nel frattempo, magari un pezzettino di pizza bianca. Che sarà mai!

 

Intanto, che si prepari il festino barocco!

Tutt’altro mangiare, no?

Dai che il destino progettista sta innalzando la grande macchina.

Guarda che brulichio!

Si preparano le luci.

Guarda come cuciono già i sarti, desiderio a desiderio, arditi, sofisticati. Tessuti preziosi, telai antichi rimessi in moto, belli e saldi come quelli di Lucca. Fermi da un bel po’.

 

Guarda i carpentieri che battono e forgiano le attese, guarda come cesellano i bronzisti. E i doratori dorano. Mi brucia gli occhi tutto questo brillare di voglia!

Arriveranno piatti da parata carichi di frutta e carni tiepide.

Arriveranno grondanti grappoli di attimi da succhiare. Leccare. Impiastricciarsi tutti.

 

O magari preferiresti vassoi in maiolica? Antichi?

Antonibon, Albissola, Faenza, Cafaggiolo o Urbino. O anche Lodi.

Lode a te, amato mio! Lode a te, perfettissimo!

Che preferisci, allora? (Sempre schiavo del fascino delle donne mature, eh, ragazzaccio?)

 

Beh, tutti sì. A te, sempre sì. A tutto sì. Lo sai.

 

È quasi pronta la festa. La notte prima, chissà se si dorme.

 

Ok. adesso si fuma, comunque. E si rilegge. Poi…click.

(by poetella)

Monteverdi – Toccata Orfeo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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