finalmente qualcuno che parla di Lobo Antunes.
(non mi riferisco a Tabucchi, ovviamente, ma a chi lo ha citato.
Viva!)

scompartimento per (lettori e) taciturni

Caro dott. Grassano, capisco che Lobo Antunes non appartenga alla sua famiglia letteraria. Per la verità non appartiene neppure alla mia, e credo che i miei libri lo dimostrino. Tuttavia non so fino a che punto, in letteratura, si debbano cercare “consonanze”. A volte le dissonanze possono essere fruttuose, altrimenti rischiamo di trovarci rinchiusi in piccoli o grandi club che poi sono anche le categorie di alcune Storie della letteratura che ci perseguitano.
Onestamente mi sono chiesto spesso se i romanzi di Lobo Antunes non dovessero essere
sottoposti a ciò che viene chiamato “editing”, che eliminasse certe gobbe, certi bubboni
narrativi, certe ridondanze, certe proliferazioni di metafore, che lei sottolinea garbatamente nella sua recensione. Poi sono arrivato alla conclusione che è meglio di no. Perché credo che sia proprio questo il “bello” di Lobo Antunes, che fa sì che la sua scrittura sia di Lobo Antunes e di nessun altro:…

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