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Copia di IMG_2234(foto di poetella)

 

 

 

A ripensarci, l’improvvisa pioggia di ieri mattina ha spezzato la mia camminata.

 

Che poi per un po’  l’ho ignorata. Proseguivo.

Goccia sul naso. Una, grossa, sul bavero della giacca  di lino verde. Si vedeva benissimo.  Due sulla mano destra, vicine. Proseguivo.

Niente ombrello. E dire che sono sempre così previdente.

Il cielo, un gran parapiglia veloce. Grigio, grigio scuro, bianco. Niente azzurro.

No, un buco di azzurro a est. Piccolo. Altra goccia. A sfidarmi.

Poi la tettoia della fermata dell’autobus. Ho ceduto.

 

Sto decisamente imparando a cedere. È una grossa conquista.

Quel tenere duro a pugni stretti. No. Non va.

Bisogna saper rilasciare, quando si presenti il caso.

 

Salita sull’auto, comunque, ho trovato il buono, sono riuscita a trovare un gran buono nella scia  morbida di Opium della signora bionda seduta avanti a me. e nel libro che ho tirato fuori dalla borsa. Ce n’è sempre uno.

Vedi?

 

Inevitabile riconoscere l’innegabile influsso della tua radicata filosofia, del tuo modus vivendi, mio adorato.

Inevitabile compiacersi dell’uncino che ha tirato fuori il mio, come polpa dalle chele di un granchio.

T’ho lasciato fare. La Bellezza è ovunque. Frase tua. Non ostiniamoci.

 

No. Non mi ostino. Non più.

(by poetella)

 

 

 

Rachmaninoff -Cello Sonatas – 06 — Sonata for C