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800px-Cappella_brancacci,_Guarigione_dello_storpio_e_resurrezione_di_Tabita_(restaurato),_Masolino(foto dal web)

 

 

Riflettevo, a sguardo in su, un po’ di male dietro la nuca, ma si sopporta, via! riflettevo nell’osservare la postura di quei due nell’affresco di Masolino alla Brancacci.

Guardavo e riflettevo, l’incedere, come era reso quell’incedere, e gli abiti, abiti ricamati, riccamente ricamati. Copricapo sicuramente secondo la moda del tempo. Calze cromaticamente abbinate. Sofisticata ricerca di bellezza.

Eleganza è sempre bellezza?

Chi cerca bellezza, armonia, grazia è migliore di chi se ne frega?

Chi si consola con la bellezza, chi ci bada, chi la scova in ogni svolta della vita, in ogni rettilineo, in ogni salita e discesa, negli angolini e nel largo, a largo di tutte le brutture, le volgarità, le grettezze, le pochezze, via!

Chi è cos’ è di più?

O no?

 

Riflettevo su quel parlottare elegante, ignaro di drammi e miracoli.

Quell’incedere nella luce chiara, pulita, semplificata, rosa, giallina, verde delle case, tra quei piccoli sassi bianchi come fiocchi di cotone, nella piazza. Ampia il giusto.

 

Riflettevo su quella noncuranza, su quell’aristocrazia di pensiero che non si scompone, non si affretta, non si attarda. Non si allarma.

 

Procede. Con equilibrio superiore. E grazia.

Ecco.

(by poetella)

 

 

Musica Antiqua – Minstrel Melodies

 

 

 

 

 

 

 

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