luce sera(foto di poetella)

 

 

 

No, sai, ho deciso. Non ti scrivo

Non ti scrivo anche se vorrei parteciparti quell’esaltazione a guardare il cielo che m’è piovuta addosso stamattina. Il colore. Quel colore. Uguale. Proprio la stessa tonalità. Precisa.

Gradazione cromaticamente identica a, ma lo sai a che.

Che a guardarlo, certe volte, mi sa che non solo gabbiani, piccioni, cornacchie, mi sa che pure le tortore, mi prende come un senso di refrigerio. Acqua di sorgente dopo l’arsura della salita in vetta. Il cielo. Quel cielo.

Che cielo!

Ma no, sai, ho deciso. Non ti scrivo

Anche se mi sono affacciata mille volte, mille volte e dovrei dirtelo, in balcone, oggi. Va bene, non mille. Ma parecchie, che credi! Ed ho guardato laggiù, oltre il Soratte che lo so che ti fa ombra, che rinfresca i tuoi campi, mentre crescono i lamponi e i mirtilli e le fragole.  E oscillano i noccioli e gli ulivi d’argento.

E lì, sicuro le tortore, e magari pure le rondini. E niente piccioni, né cornacchie. Passeri, magari. Tordi, che ne so.

Che poi  c’era un sole! E me lo immaginavo che ti giocava sulla pelle e disegnava e ridisegnava. Tutto ispirato. S’allontanava un po’, guardava e tornava a disegnare.

Come mi rigirano certe tue parole in testa. Come un ghirigoro. Un  disegno a china.

Ma perché dirtelo?

Abbiamo imparato a lasciar inaridire la terra, prima di gettarci l’acqua. Abbiamo imparato a  far arrivare la pianta ad un attimo prima di veder afflosciare le foglie. E poi, giù acqua. E quella che si bea. Che sparge profumo, grata.

– Mai! Nessuna mai come te.

Abbiamo imparato  a lasciare tanta aria in mezzo, così tanta aria che l’incendio, poi, non può che essere devastante. Non può che distruggere ogni grigiore, ogni tedio, ogni vissuto  non vissuto. Ogni erbaccia cresciuta spontanea sui giorni.

Comunque  no, sai, ho deciso. Non ti scrivo

 

Anche se stamattina, davanti allo specchio con lo spazzolino in mano, guardavo come la luce filtrata dalla tenda di lino mi faceva bella, liscia e rosea che tu

– Sei di burro!

Lo so che l’avresti detto. E non mi vedrai mai di mattina, con lo spazzolino in mano e mai

 

– Sei di burro!

mai, di mattina. Ma non fa niente. Il tempo non esiste, con te. Non conta.  E anche se non mi dirai mai, mai niente di mattina, con lo spazzolino in mano e la camicia da notte sul bordo della vasca, un angolino a terra, i capelli tirati su e la luce che entra dalla tendina di lino morbida e dolce e le tua labbra morbide e dolci da scambiarci il sapore di menta e cannella e maggiorana,  insomma, il sapore del dentifricio.  Quello che è. Non fa niente proprio. E dunque

dunque  no, sai, ho deciso. Non ti scrivo.

Tanto sai tutto.

(by poetella)

 

 

 

Claude Debussy – Arabesque

 

 

 

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