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la mia rosellina per te...(foto di poetella)

 

 

 

 

E quindi ancora e sempre conserviamo

quell’immagine di noi, dentro, e attorno e avanti e il tempo non la consuma, i suoi piccoli dispettosi disegni articolati in lineette, in curve, in assenze, in aggiunte e sostituzioni. Ancora conserviamo gli stupori, i sobbalzi, le piccole astuzie di quando…

[quando non ti trucchi sembri da piccola, in quella foto, diceva suo figlio]

 

Sì, quella foto, quella col grembiulino nero e il fiocco rosa, che tutte bianco, e lei e sua sorella rosa, ché le suore avevano detto che sì, la mamma poteva, rosa. Si faceva un’eccezione, per lei, signora.

Quella foto con  lo sguardo così fiero e dietro lo sguardo fiero la paura, no, non la paura, mai paura lei [mai, poi, dai, esagerata!].  Dico meglio. Mai a far vedere d’avere paura, lei. Ecco.

 

[quando non ti trucchi sembri da piccola, in quella foto, diceva suo figlio]

 

Quella foto, seduta nella poltrona del salotto nuovo, di raso con quelle rose, quelle rose! Mica ci si poteva sedere senza il lenzuolo sopra! Ma per la foto, sì.

– Attenta, stai buona, eh? Ti sei lavata le manine?

Seduta composta, solo il vezzo della gamba flessa sull’altra,

– …Sempre fanatica, diceva suo figlio

solo il vezzo della mano a sorreggere il viso [il viso?]

 

Cosa pesa sul cuore di una bambina così piccola,

al suo primo giorno di scuola, o quasi il primo, non ricordo, poi non ha importanza, no? Una bambina che vuole sembrare…vuole sembrare.

 

C’è un’immagine nel suo cuore, c’è un’immaginetta che le fa da specchio. E lei l’aggiusta, la lucida, ci si guarda e riguarda e la sistema, ci leva via il vapore che le viene su dal troppo, dall’infocata sorgente di luce che le consuma [o le alimenta?] il  sognare forsennato.

C’è un’immagine di sé ancora non ben delineata, la dentro, come una fotina sbiadita, ma no perché antica, no. Perché sta venendo su, si sta formando. Sta prendendo forma nell’acido dei giorni.

 

[quando non ti trucchi sembri da piccola, in quella foto, diceva suo figlio]

 

E quindi ancora e sempre conserviamo

quell’immagine di noi, dentro, e attorno e avanti e il tempo non la consuma, i suoi piccoli dispettosi disegni articolati in lineette, in curve, in assenze, in aggiunte e sostituzioni. Ancora conserviamo gli stupori, i sobbalzi, le piccole astuzie di quando…

 

Quando qualcosa se la porterà via, anche noi, via! Ma…

 

Ma no. Niente se la porterà via, mai. Credo di no.

(by poetella)

 

O rosa bella – ballata (1480)

(e scusate se mi ripeto…ma oggi questa musica…beh…)

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