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isola(foto di poetella)

 

 

 

 

Di cosa posso mai scrivere, di cosa parlare,


cosa posso mai pensare, fare, trafficare, adesso che è cominciato il conto alla rovescia, adesso che s’è avviato il meccanismo, sapientemente, perennemente, pazientemente, professionalmente, pietosamente oleato che farà scoccare provvidenzialmente quel…


Ma di cosa posso mai scrivere, di cosa parlare,


cosa posso mai pensare, fare, trafficare, inutile imbrogliarmi, come posso richiudere la botola del cuore che mi si spalanca improvvisa come quei coperchi di vecchi giocattoli meccanici.

Li tenevi in mano, curiosa,  e per un insignificante, inspiegabile, impercettibile movimento

plaf!

saltava su il mostro. Verde. O nero. O rosso. O giallo. Ondeggiando minaccioso.

 

E mi spaventava e m’affascinava, come mi spaventa e m’affascina questo  desiderio incontrollato, sconsiderato,
avventato e scellerato (scellerato? Ma no, dai!)

di te,

ora che so che ci siamo, quasi ci siamo, tra poco ci siamo! ci si potrà abbandonare all’onda.

Non servirà più tamponare,

non servirà abbarbicarsi al fare, distrarsi a fare, temporeggiare

non servirà rinsaldare vele e timone.

 

Mollare fiocco e randa, allora!

Tra poco si potrà. Via! Al largo.


Se il cielo (quale cielo), se gli astri, (ma quali astri mai?) se Dio (se solo ci fosse un Dio!)

e tutti i suoi santi benedetti!

(Benedetto te, amore mio)

 se l’universo, il creato e anche quello che ancora non c’è vorranno,

 

se vorranno, finalmente  noi….

(by poetella)

Evgeny Kissin plays Scriabin- Etude op.8 no.12.

 

 

 

 

 

 

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