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oggi la luna(foto di potella)

 

 

 

Ho sempre cercato un maestro

Da piccola, sette anni, forse, e per un bel po’ pensavo fosse san Francesco. Sì, san Francesco proprio. Ché me l’ero sognato. Dice, quando ti serve un consiglio, chiedi! E chiedevo. Chiedevo e chiedevo. Ma mica rispondeva.

O forse sì. Che ne so.

Poi ne sono venuti altri. Se ne stavano tra le righe parallele di mille e mille libri. Quanti!

Che mamma, una volta, me ne aveva dato uno in testa, copertina rigida, i drammi  di Shiller.

Dice, Diventi cieca! Basta leggere! Basta! Ma io

io ho sempre cercato un maestro.

 

Mica ce la puoi fare, senza un maestro. Sbagli, sbandi, inciampi.  Ti scoraggi. Ti fermi.

Ed io volevo andare avanti. Non sapevo bene verso dove, ma avanti. Anche se di sbagli, parecchi.

È che, sicuramente, non trovavo il giusto maestro.

Non che adesso. No. Adesso sì.

 

Adesso c’è il maestro.

Adesso ce l’ho un progetto. Anzi, dico meglio, adesso so qual’ è il progetto.

Ardito. Sicuramente ardito.

Presente le nuvole?

L’aerea leggerezza. La vastità del luogo che abitano. La visualizzazione del mondo dall’alto, distaccate. Libere.

Presente l’infinità varietà, la molteplice tonalità dei colori dei fiori di campo?

L’imprevedibile punto esatto, in cielo, dove scoccherà il fulmine?

L’abbandonarsi alla corrente, anche una corrente leggera, appena percettibile.

L’andare. Presente tutto questo?

Senza prevedere, senza congetturare. Senza fare troppe domande. Senza pretendere risposte.

Lievi, come l’arietta che finalmente entra dalla finestra aperta, condizionatori spenti.

In questo sgocciolio d’estate che sta finendo. Viva!

 

Ho sempre cercato un maestro

E adesso ce l’ho. Amato maestro. Generoso, pacato, preparato, chiaro come un mattino a Roma, dopo la pioggia. Insegna con garbo, lui. Senza superbia. Perché sa.

 

Ed io imparo. E lo amo.

(by poetella)

 

 

 

Shostakovich – op 34 – n° 1

 

 

 

 

 

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