pleyel(foto dal web)

 

La voce…forse dopo…

 

Le guardo, fuggenti, nel riquadro del finestrino

e, che ne sarà di questi ciuffi di ginestre, penso

che ne sarà dei pini, alti alti, dei platani, dei boschi

delle inosservata minuscole margherite

delle processioni di formiche e di questo prato

così  straordinariamente verde

dopo la pioggia

 

che ne sarà dei torrenti e di quel loro correre affannato  verso il fiume

verso il mare, verso il cielo di nubi e burrasche

 fra cento, duecento, trecento anni. Mille, va’.

 

Cosa sarà rimasto di loro, di noi che ci confondiamo

tutti uguali nelle scatole dei giorni

senza più gloria e scarso, polveroso, scolorito futuro.

Anche la fabbrica Pleyel chiude, dopo 200 anni di note.

 

Finiti i tempi degli eroi

si colmano d’aria le stagioni e si ricorda

qualcuno ricorda, ancora, altri fasti

altre luci, altre fioriture. Giusto per consolarsi.

 

Cosa rimbombava sulla terra al passare dei dinosauri

e quanto più di loro, adesso? Frammenti di ossa.

 

E quanto di noi

poi? E per chi?

 

Saremo petrolio e carbone per astronavi d’alieni? Forse?

(by poetella)

 

 

 

 

.