20131125_065205(foto di poetella)

 

 

 

Niente parole. Vengono su isolate o magari a coppie

in fila per tre, a gruppetti, a fiotti poi

scompaiono. Come un’evaporazione.

 

Stamattina guardavo il fiume

dal balcone, ovvio

una presenza fumosa, fluttuante in levitazione magica

esalava e stazionava a mezz’aria oltre

le case le cose, la cava

di tufo i tralicci. I piccoli occhi di luce

poco prima del chiaro disteso del giorno.

 

Il fiume. Ne percepivo la presenza  solo attraverso  quei vapori

nebbie? Sospiri ascensionali di risvegli e sonno.

Ci si appropriava così del luogo del suo giacere mobile

attraverso il suo doppio incorporeo.

 

Di quante parvenze dovremmo mai accontentarci, noi che vorremmo

tenere toccare guardare senza più questa miopia

di certezze  quest’astigmatismo questa presbiopia di sogni?

 

Quanta consapevolezza pretendono gli astri,

Saturno o che ne so, chi per lui

che transiti in cielo di nostra coscienza?

 

E tu? Una nebbia di pensieri mi delinea il tuo esistere,

un’esalazione lontana

vedi il fiume? Come il fiume una nebbia

 

disegno dei miei desideri, dei tuoi incanti

senza sapere il dove il con chi il cosa il quando.

Senza chiedere, si chiede alla nebbia?

 

e alla nebbia appendere parole minute. A ri-generarsi.

(by poetella)

Bach.- Toccata in C minor

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