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toyo

(foto dal web. Shibata Toyo.)

qui la voce di poetella

Io ci penso a volte. Anzi, spesso ci penso

confesso

adesso che la strada comincia a sdrucciolare

adesso che sono ben oltre la metà del cammino che, certo,

chi può dirlo? ma indubbiamente s’è  girato attorno alla boa

e come non guardarla? Come non domandarsi?

Ci stiamo allontanando dai tumulti e dal rosso

e dall’oro.

 

Ieri ho letto delle cose, sì, poesie, di una signora giapponese

di quasi cent’anni. Ha cominciato a scrivere a novantadue. Pensa te!

Shibata Toyo.

Si chiama così. Non so quale sia il nome e quale il cognome

ma che importa?

 

E mentre leggevo, fuori era notte, era freddo

E a casa si stava bene.

Avevo finito di fare tutto quello che dovevo

potevo starmene a leggere quieta

gustandomi la quarta sigaretta della giornata

fumo poco, no?

e quelle parole.

 

Evaporava una gran pace.

Sicuramente mentre leggevo sorridevo.

Una specie di riconoscenza, veniva su, ma sì, una felicità, da lì dentro

mentre si parlava di visite dal dentista, di badanti

premurose e di premurosi figli.

Di un corpo rinsecchito e immobile a guardare

due raggi di sole che entravano nella stanza e un filo di vento.

Di conversazioni impossibili col cielo.

Di ricordi precisi. Scolpiti come le tavole della legge.

 

Usciva una tale pace

che non ho potuto fare a meno d’invidiarla, quella donna

vecchia e serena.

E di pensare E io? Ce la farò ad essere così?

Mah! Mi sa di no.

 

O magari sì? Lo sai tu?

(by poetella)

Leggendo poesie da: Se sei triste guarda il cielo di Shibata Toyo.

per chi volesse saperne di più

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