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nuvole1

(foto di poetella)

 qui la voce di poetella

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C’è da fare. C’è sempre tanto da fare per tenere la terra in piano,

livellare la linea dell’orizzonte e tenere il cielo ben posizionato.

Cercare poi uno spazio tra le nubi  e ficcarci un richiamo d’amore.

 

Che tu lo sai che vuol dire camminare, vento in faccia, ripetendo il tuo nome, lo sai?

tante volte, mille volte, mille e mille volte fino a che pare che anche i muri lo sappiano

l’asfalto della strada, i cartelloni con i visi che sorridono, rassicuranti

quattro letterine dolci dolci

anche i ciuffetti d’erba che s’ostinano a crescere tra le crepe dei giorni

E anche le margherite e quei fiorellini rosa, e quelli viola-che viola impossibile!-

sembra che pure loro le sappiano e le ripetano, muovendosi piano. Nel vento.

 

Camminare e pensare che tra poco, noi…

Che poi non è poco. Non è mai poco.

È troppo anche il minuto in ascensore, pensa te, ma tra poco, diciamo tra poco noi…

 

E comunque…

Comunque, dicevo, se per caso, che ne so, le buche, gli ulivi, la mamma, la pioggia, il sole, la neve o che cavolo ne so, ci impedissero di vederci, questa settimana, o la prossima, o l’altra ancora

il solo fatto di aspettarti, di aspettare i tuoi occhi malandrini di ragazzo scapigliato, le tue labbra, i tuoi baci, che quanto mi piace il tuo modo di baciarmi, così selvaggio, così scalmanato, come se ogni volta fosse l’ultimo bacio, come se si fosse a un passo dalla fine del mondo, dal principio di un mondo nuovo,

il solo fatto di aspettare quel momento magico, da cuore che si ferma, neanche gli angeli respirano e tantomeno io, quel momento infinito in cui varco la soglia della tua porta e tu sei lì, col capo un po’ inclinato e quel sorriso, quel sorriso più bello di tutti i sorrisi del mondo, no, non esagero. Adesso non esagero, tu sei lì e mi abbracci… tu sei lì che mi aspettavi come io aspettavo te…

il solo fatto di avere quella luce di attesa che mi brilla nei pensieri e mi da forza, energia come fosse una centrale atomica piantata al centro del cuore…

già basta.

 

Ecco.

(by poetella)

 

 

 

 

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