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nubi bianche nere(foto di poetella)

 

Qui la voce di poetella

 

 

Dice, se c’è la ferita, allora si può cercare di guarirla.

E la ferita c’è sempre, dice.

Dobbiamo riconoscerla, dice.

 

Io conosco le mie ferite. Quelle fonde.

Quelle chiuse alla meno peggio, ché allora non si potevano curare.

Ero troppo piccola e avevo paura. Le cure pizzicano.

Quindi tappavo tutto. E andavo avanti.

 

Quando si cresce, quando si cresce davvero, allora è un’altra questione.

Le scopri, ci fai prendere aria.

Raschi via tutto quello che ci si è incastrato sopra.

E cominci la cura.

Pizzica, certo. Ma la vedi guarire giorno per giorno.

Bella soddisfazione.

 

C’è poi c’è anche un altro fatto. Ci vuole un dottore.

Uno bravo. Uno di cui ti fidi.

Ché da soli mica ce se la fa.

Uno che non sia pietoso. Che ti scortichi bene bene. Tagli, disinfetti.

 

E ci vuole la voglia di guarire.

Quella soprattutto.

 

Stiamo lavorando proprio bene io e il mio dottore.

A volte neanche lo sa, lui, che mi sta curando. O forse sì.

Non è questo il punto.

Il punto è che vado avanti.

Serena e fiduciosa.

E la pelle si ricostruisce, come diceva quello? più bella e splendente che pria.

 

Ecco fatto.

(by poetella)