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in treno

(foto di poetella)

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Lei è scesa dal treno.
Saltellando come un passero sulla ringhiera del balcone.
Veloce. Una nuvola che porta temporale. O l’ombra desiderata. Oppure no.
Un ondeggiare di capelli lunghi. Hai presente una tenda mossa dal vento? Che vela e svela quel corpo di giovanetta innamorata.

E lui era lì. Sulla banchina.
Grosso. Tarchiato. Capelli rasati. Niente sorriso.
È rimasto immobile. Con le braccia lungo il corpo. Un tronco d’albero a cui lei s’è appesa come le corde di un’altalena. Coi fiori attorno.
Ho visto che gli cercava la bocca per succhiarne il nettare del bacio.
Lui ha voltato impercettibilmente il viso prendendo, pareva quasi suo malgrado, un bacio su una guancia.
Sono rimasti così. Edera e albero. Immobili. Anche se si percepiva un leggero ondeggiare dell’edera. E del mondo.
Ma forse era il vento. O il treno che riprendeva a muoversi. Lento.
Non so se parlassero. Lui, di cui vedevo il viso, no.
Lei, non so.
I suoi capelli oscillavano come agitati da un’ansia intensa. Lunghissimi e neri.

Li ho visti staccarsi, poi. Lui ha preso la grossa borsa di lei e se l’è messa a tracolla.
E si sono incamminati.
Il treno, con me sopra, ha ripreso il suo viaggio.
Mentre pensavo: tu!
Ah, tu! E le tue braccia che mi stritolano. E la tua voce che mormora Amore mio! In un soffio.
E la tua bocca che mi cerca, ogni volta che…

Ogni volta che…



(by poetella)

 
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