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Bambini-seduti

(foto dal web)

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Stavano seduti buoni buoni
piccoli come due peluches abbandonati, dimenticati da mani distratte, cinque, sei anni
chi lo sa? Stavano seduti buoni buoni sul bordo dell’aiuola, le ginocchia composte, la stessa compostezza nello sguardo da grandi intenti a sapere, o aspettare di sapere, lui con la cima di un groviglio di fili e filucci nella piccola mano che finivano nella manina di lei.

Lei attenta, silenziosa, un procedere concentrato a districare, a sciogliere i fili della vita, con una precisione, un’attenzione da mammina premurosa, sotto lo sguardo in attesa di lui. Piccolo uomo incapace di dipanare le troppo complicate esigenze dei giorni.
E lei guardava, tirava, allentava, scioglieva. Meticolosa. Precisa. Agile. Sicura di se e del mondo.

Ed io li vedevo già grandi. Lui a dipendere dalla saggezza, dalla maestria delle donne.
Nascosto dietro le loro gonne (ma le portano ancora le gonne le donne?) nascosto dietro la loro efficienza, dietro la lavatrice, dietro l’armadio, lui che non sa, non può o non vuole.
Stupito e un po’ incredulo. Fiducioso e paziente. Inadeguato.

Lei, una donna capace. Che non si spaventa, non indietreggia, non si scoraggia. Non molla.
Futura sposa, madre, nonna. Futura donna che sa badare a sé.

Che sa. E ancora impara. E fa.


(by poetella)

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Arturo Benedetti Michelangeli-Debussy-Children’s Corner

 

 

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