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E, comunque, che ne sappiamo noi?
Che limite invalicabile, col filo spinato e la corrente, ha la nostra ragione?
Dove può mai arrivare, anche se sempre abbondantemente, scrupolosamente, alacremente nutrita, la nostra conoscenza?
Io ci rinuncio.
Io non mi incaponisco più a voler capire. A volere dare nomi, cognomi, indirizzi.
A cercare spiegazioni, motivazioni, caselline per incasellare, cellette per imprigionare.
A cercar agganci. Verificare. Motivare.
Ci rinuncio.
No, non dico che, certo…
Non pontifico. Non catalogo. Non marchio. Ma sì, lo so, lo so che c’è qualcosa.
Le famose ali di farfalla. La rete di connessioni. C’è. Sicuramente. Ci deve essere

se io, io da quel giorno, da quel giorno sempre più lontano, lontano come ogni giorno passato, indimenticabile, come molti dei giorni passati, se io da quel giorno, ogni giorno, appena alzati gli occhi al cielo, uscendo di casa, o guardando fuori della finestra nei giorni in cui non esco,
o guardando in su rientrando stanca o meno stanca,
o alla stazione, in attesa di un treno,
o al ritorno in città dopo una breve vacanza con mia sorella, il mio Chirone guaritore,
se io, guardando il cielo vedo quel volo che mi slarga il cuore volteggiandomi davanti agli occhi, mentre ricordo quel tuo
– E’ possibile. Ho affidato la mia anima ad un gabbiano, tempo fa…-

E dunque…


(by poetella)

 

 

 

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