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(un video di poetella)

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Tic toc. Perché ancora? Quanto?
Dolore. Concatenato a dolore. Consumarsi di dolore. Corrosione. Dolore acido che divora. Niente più piedi, né gambe. Via via sale la consunzione. Sale il sole nel cielo. Passano le ore.

Tic toc. Niente più piedi e gambe, ché non serve più andare. Niente da raggiungere. Da corrergli incontro a braccia aperte. Niente da incamminarsi verso. Immobilità di sabbie mobili.
E le mani, sparite anche le mani. Ché niente da toccare. Ti ricordi le mani? Io, le tue, sì.

Tic toc. Solo battere il tempo. Che non passa mai.
Gli occhi, poi, gli occhi! Consumati pure quelli. Pianto e buio e pianto. Quella lucina sparita. E da vedere? Nessuno interesse per il da vedere che c’è.

Tic toc. Lo senti come passa il tempo? io no. E non sento più la bocca. Cancellata, svanita anche lei. Dimenticata. Dimenticherò i tuoi baci. E tu? E la tua voce? Potrò mai dimenticare anche quella?
Quella voce di ragazzo. E quel giorno che, dopo, cantavi…

Tic toc. Sparito tutto. Consumato. Svaporato.
Resta solo un cuore, nero, accartocciato, incatramato.

Uno straccio sporco.


(by poetella)

 

 

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