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1505141_10205121626312560_6993201276909634940_n(foto di poetella)

Dunque, sveglia alle 5.30. colazione e lettura posta.
Preparativi per uscire.
Poi scuola. A piedi. Quasi quattro chilomentri. Tre ore di lezione faticosissime, con mal di gola da affaticamento di corde vocale. Meno male solo tre ore, oggi.
Venti minuti di attesa autobus. Nel sole. Tepore grato. Rilassante.
Poi casa. Deliziosamente luminosa e silenziosa. Deserta, ordinata, profumata di aria pulita.
Hanno lasciato le finestre aperte, prima di uscire. Miracolo!
Avvio lavatrice, onde evitare brontolii per il rumore.
E fuori. Spesa. Un’ora tra negozi e negozietti e discuont, caricandosi come un mulo.
Viva chi, benedetto, ha inventato i carrelli per la spesa. La schiena ringrazia.
Anche se pesava, il carrello, per quanto era pieno. Lui e la borsona gialla da tenere con l’altra mano.
E dire che io non mangio quasi niente. E quasi niente bevo. Se non acqua. Del rubinetto. Io.

Preparativi per il pranzo, ordinando la macro spesa, intanto.

Ancora con il broccolo appena epurato delle foglie troppo grandi, che non entrava in frigo, ancora col broccolo in mano, ultima cosa da archiviare, dopo quasi mezz’ora di archiviazione, e pane da affettare, e vino da mettere nella cantinola, e carne da congelare, e frutta da sistemare, parte nella fruttiera, parte in frigo, ancora con il broccolo in mano, ultima cosa da archiviare, torna il resto della truppa. Affamata.
Pranzo pronto in tavola.
Intanto panni da stendere, ché la lavatrice ha finito. Senza mangiare. Mettendo a posto la spesa, un pezzetto di pane, una fetta di prosciutto, basta.
Poi cucina riordinata.
Panni tutti sparsi tra i vari termosifoni di casa e alcuni sullo stendino, fuori, al sole. Ancora sole. Bello.

Piccolo riposo, mezz’ora. Crollata. Con sogni!
Poi di nuovo al lavoro. Le gardenie. Trattamento sotto la doccia per togliere qualche cocciniglia. Spray anticocciniglie. Concime. Riposizionamento. Mezz’ora.
Poi pulizie varie per casa. E dunque cucina per la cena. Involtini di verza. Sugo per le fettuccine di Camerino, speciali! Il ciambellone che è quasi finito.
Ora di cena. Cena.
Riordino della cucina.
Poi in finestra del soggiorno a fumare una sigaretta, finalmente. Coi castelli illuminati come un presepe.

E pensare: oggi è il giorno del ricordo. Ok, ok, si ricorda altro ma… mi chiedo

tu, dico tu, ti ricordi più di me?


(by poetella esausta)