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(un video di poetella)

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M’hai chiamata per nome. Per dirmi addio. Ricordavo. Per nome. Dolcezza che lega i denti.
Leggere quel nome scritto da te nella luce chiara del giorno. In un ufficio
scrivevi.
Sui muri scarni proiezioni di ricordi. Tutto un circolare di ricordi come aria smossa da un ventilatore.
E leggere, rileggere poi quel mio nome scritto da te. Senso di appartenenza. L’uomo nomina per possedere. Diceva Pavese.
Immaginare la tua mano che digita il mio nome. Immaginare il tuo viso. L’espressione dolce, serena, mentre scrive. Com’è normale ricordare il tuo viso. Quel tuo modo di guardare. Accarezzando. Ed io che credevo, invece, che presto… niente. Svaniti i ricordi. No.
Mai.

Il mio nome. Non nomignolo. Non le paroline, i giochi di quando… non diminutivi. Vezzeggiativi, amorosi aggettivi descrittivi.
Il mio nome. Preceduto e seguito da infinite dolcezze. Tempestato di dolcezze. Hai scritto.
Strano addio il nostro.
Un nastro rosso. Che lega. Sei sempre qui. ed io da te. Lo so. Lo sai.

Non avrò mai sufficienti lacrime. Credo.

(by poetella)

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