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(un video di poetella)
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La signora aveva l’umore piuttosto basso.
Tutto quel bagaglio che s’era portata dietro per affrontare
il lungo viaggio
tutte quelle sciarpe colorate
quelle carte, quelle matite da temperare e il temperino, no.
Tutti quei cappelli, lei che non portava mai cappelli.
E abiti lunghi per la sera, quando la sera, solitamente
crollava di sonno, viaggio o non viaggio.
E quelle scarpe, sette paia di scarpe dei sette colori
tacchi più di sette, pelle lucida, lei che per consuetudine portava
scarponcini bassi e comodi per camminare veloce
come una nuvola.

La signora pensava proprio di aver sbagliato la programmazione.
Di non aver portato il necessario per affrontare
questo viaggio faticoso verso la terra desolata della sua solitudine.
E s’era seduta sul ciglio della strada
su un povero resto di tronco tagliato secoli prima, la valigia a terra
le mani in grembo, a guardare la via.
Probabilmente piangeva.
E non passava nessuno. Nessuno.
Solo il vento, che soffiava continuo e sollevava la polvere
facendola volare scomposta come in un vecchio film western
tra una casa vuota e l’altra.

Sibilando.


(by poetella)

 

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