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(foto dal web)

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Come non…
Due enormi occhi azzurri quel bimbo. Mi fissava dal seggiolino del carrello. Avanti a me. In fila.
Come non ricordare altri. Altro.
Chiedersi come poteva essere mai quello sguardo, quello, quello che ho in testa e non mi lascia mai! come poteva mai essere quando eri bambino, anche tu? Già così malizioso? Sfrontato, padrone, un cucchiaio nel cervello che fruga. Fa male. Attanaglia. Due pinze azzurre. Una malia.
Un’ipnosi.
Come?

Due enormi gemme d’acquamarina, il piccolo.
Mi fissava come volesse dire.
Partecipare. Condividere.
Ho bisogno di riposare nel desiderio di condivisione.
Ho bisogno d’uno sguardo durevole. Ammirevole.
Che non sfugga via come vento tra i pioppi. Che non si vanti. Che non ordini. Imponga. Droghi.
Da ritrovare nello slargo dell’empatia.
Da accarezzare col mio. Uno sguardo oltre.
Uno sguardo più in alto o più in fondo.
Serio. Calmo. Rasserenante.
Amico.

Tu, mai. O mai più.


(by poetella)

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