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11188405_10205761336544916_739117488481731274_n(foto di poetella)
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E non certo perché due, tre persone…
Come farebbero senza?
Tantomeno perché si possa dire che abbia paura. Figuriamoci!
Neanche perché ormai pensi che quello che è stato, quello che è definitivamente perduto non fosse poi così importante.

Ossigeno nell’acqua dei miei desideri
lampo di luce, riflesso di giardino
nell’argento delle mie aspettative
appena lucidato.

No. Non è questo.
È invece solo per il desiderio che ancora mi si accende.
Solo per il profumo delle peonie e lo sfavillio di quel giallo delle bocche di leone.
E per la musica. Ah, la musica!
Solo per il camminare con l’aria smossa attorno ai passi veloci, ai capelli.
Solo per questo corpo che ancora risponde a tutti i richiami della vita.
In attesa, come un varco tra i monti attende il pellegrino.
Per questa mia gioia ritrovata nella semplicità delle cose minute, nello splendore delle cose magnifiche, i grandi, spettacolari tramonti (anche di un amore), il sorriso di una madonna di Piero, gli occhi dell’Antea di Parmigianino o la lacrima di quella Madonna di Giotto, e certi altri occhi verdi che so, conosco.
Porta, passaggio verso un altrove gradito.
E anche solo per tutto l’altro e i campi di girasoli. E il colore degli iris. E i prati di camomilla e le distese di grano punteggiate di papaveri.
E per il profumo di arancio e cannella del mio tè del pomeriggio.

Solo per questo, certo, solo per tutto questo ed anche, ovviamente, per tanto altro.
Per tutto quello che doppiamente stupisce e commuove,
non è più un enigma
io voglio guarire.

E guarirò. Giuro.


(by poetella)

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