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10985568_10205830139904957_947748894693346659_n(foto di poetella)

È straordinario come le note di Debussy, “Reviere”, per l’esattezza, ci tranquillizzino, ci plachino, ci portino o riportino, che è lo stesso, in un’atmosfera morbida, quasi nebbiosa, quasi d’autunno, di cadere di foglie, di frescura, di profumi boschivi, di ombre.

È straordinario come, nel silenzio della casa, ci si possa immergere, saranno i condizionatori che aiutano? in un tempo altro, diverso, fortemente desiderato. Direi quasi agognato, in questo luglio così cocente e umido e soffocante. E inutile.
Ma quale mese sarebbe mai utile, ormai? Quanto dovremmo aspettare perché si desideri di svegliarsi, al mattino? Perché si annulli definitivamente quel desiderio di dormire, dimenticare, cessare di sperare. Ché la speranza non è detto sia cosa buona, a volte. Non è detto aiuti. A volte.

Meglio sarebbe un cedere, un gettare via. Un disporsi a ricominciare altrove. A testa alta. Senza più guardare dietro. Il nulla che resta



(by poetella)
Debussy Rêverie (1890)

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