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(foto di poetella)

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Sono tutte lì. Sigillate.

Strette, vicine vicine. Sai, le lenticchie di Castelluccio di Norcia? Così.

Va bene, mica solo quelle stanno così. Comunque, diciamolo, quelle sono più buone.

In ogni caso se ne stanno lì così, loro, e non se ne parla di farle uscire.

Non ne vogliono sapere.

Io lo so che ci sono, che ti credi? Lo so.

Faccio l’indifferente. Ogni tanto butto uno sguardo, di lato. Sottile sottile come uno spiffero d’aria. Guardo. Controllo. Ci sono. Richiudo.

Tutte voltate una verso l’altra, stanno. Chiuse al fuori. Compatte.

 

Chissà quando si decideranno che basta. Basta. È ora di prendere un po’ d’aria.

Ti tirare fuori la testa e farsi guardare.

 

Come sei carina! Che gentile! E tu, che impunita! Lei, elegante, eh! Parecchio!

Farsi guardare, girarsi e rigirarsi, sculettare anche un po’. Ché loro sono così, che ti credi. Fanatiche. Vogliono tutti gli occhi addosso.

Vogliono fare la sfilata sulla passerella.

Magari pure con la guida rossa.

Tutte profumate.

Oppure no. Loro.

 

Insomma, volete smetterla di starvene lì dentro, col broncio e l’aria da pasionarie in rivolta?

Fuori!

 

Vi tratto bene. Ci provo almeno. Vi faccio cantare. Pure ballare. Giuro!

Ma per carità, per misericordia, per quello che cacchio vi pare, ok, ok. solo perché…

(come diceva Peter O’Toole in Lawrence d’Arabia?)

insomma, fatelo perché, perché questo è il vostro piacere,

care le mie parole!

 

Care, care, indispensabili amiche mie.

Ok? Fuori!

 

Basta silenzio.

(by poetella)