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Mio caro

ho deciso di scriverti perché so bene che non leggerai.
Altrimenti mi guarderei bene dal riempire di paroline più o meno scelte, più o meno ordinate o magari scapigliate come un bambino capriccioso, sghembe, svirgolate, sfacciate, indiavolate. Ok, basta.
Ho deciso di scriverti, ma non te ne accorgerai. Continuerai a credermi serena, serenamente serena. Limpidamente serena. Limpidamente serenamente serena. Così.

Che poi sì, certo, sono serena.
Serena come una pozza d’acqua senza affluenti, senza sorgente, immobile, che s’asciuga al sole.
Come la statua di marmo pario nel tempio abbandonato nel folto di una foresta su un’isola disabitata. Serena.

Come un cielo terso, limpido, largo, senza una nuvola e senza sole, senza luna, senza stelle. Senza niente. Senza più niente.

Serena così. Più niente da perdere. Più niente da chiedere. Niente da dare.

Senza più niente da avere. Senza.


(by poetella)