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rose

(le rose di Eliogabalo- di Alma-Tadema)

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La rosa, la peonia, il garofano, la margherita, la gerbera, l’orchidea, il tulipano, il gladiolo, la calla, la petunia, la begonia, il geranio, il garofanino, il ciclamino, la gardenia e l’azalea, l’ibisco e la primula, il papavero, la dalia e l’ortensia, la viola e il girasole, il croco e il giacinto, la strelitzia e il mughetto, il loto e la zinnia, la fresia, la rosa di macchia, la pansè, l’alisso, i mille e mille fiori di campo, chiamiamoli così, per far finta di conoscerli tutti, potremmo mai conoscerli tutti?
Loro che continuerebbero a stare anche senza che noi ne conoscessimo il nome.

E il nome del prossimo uomo che amerò?

E poi i fiori del pesco, del melo, del pero, dell’albicocco, (come sono i fiori dell’albicocco? E dire che ce n’è un albero nel patio della scuola, ma non ho mai fatto caso ai fiori. Solo ai frutti, buonissimi appena colti, nel periodo degli esami.)
E i fiori del fico e del banano e del susino e del ciliegio e quelli del glicine e del gelsomino e quelli di lavanda e quelli di malva. E i fiori di tarassaco e di finocchio. I fiori delle fragoline e dei lamponi. I fiori dei mirtilli e dei ribes. I fiori della magnolia e quelli di zucca..

Si prendessero i petali di tutti questi fiori, ma tutti tutti, proprio tutti, si riempisse una stanza vuota d’ogni altra cosa e poi…



(by poetella)

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