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lontana nebbia(foto di poetella)

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Camminavo indifferente al cantiere eterno, alle macchine in fila sbuffanti impazienza, agli uomini intirizziti a dare ordini alla grossa scavatrice, a trascinare infiniti avvolgimenti di cavi e cavi neri, che ci passerà mai in quei cavi una volta interrati, voci, scariche d’elettricità, pensieri, parole, verità e menzogne, cosa? Camminavo indifferente ai rumori sgraziati, ossessivi, poi più lievi, allontanati dai miei passi, del martello pneumatico inforcato da una specie di gigante coi capelli rossi, fuori da un cappellaccio di lana grigia, sporco e infeltrito. Come lui, sporco e infeltrito.
Camminavo indifferente alle cornacchie stridule, tutte in picchiata a rubare grossi pezzi di pane lasciati da chissà chi, chissà quando. Indifferente ai gabbiani col volo ampio, libero, liberatorio, ai loro cerchi in cielo come disegni di una mano felice. Sconosciuta e ferma e sapiente.
Camminavo indifferente alla lama gelata del vento ché finalmente è inverno, è inverno di luce chiara al mattino, filtrata di nebbia leggera.

Camminavo anestetizzata e sentivo solo la musica.


(by poetella)
Bach – Variationi BWV 988 per archi

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