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pane Terni

(foto dal web)

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…………………………………………… E pensa, mentre ripone nella scatola di vetro Frigoverre la mortadella che ha appena scartato tra bottiglie di succo di frutta, pacchi di riso, di pasta, di biscotti, ciuffi di verdura nelle buste di plastica, la scatolina di cartone delle uova biologiche,(biologiche?) l’incarto croccante e tiepido del pane, benedetto il forno vicino casa, il carrello della spesa ancora all’angolo del tavolo che continua a traboccare cose e cose come non avesse fondo, non avesse fine, non avesse confini, come fosse collegato a un deposito sotterraneo giù, fino al centro della terra,
…………………………………………… e lei pensa, mentre ripone nella
scatola di vetro Frigoverre la mortadella che ha appena scartato, fetta
sottilissima su fetta sottilissima, sentendo addosso il tepore della finestra
aperta che lascia entrare quest’inizio di primavera dopo uno strano,
quasi inesistente inverno, pensa, chi lo sa perché, forse il profumo della mortadella, pensa a nonna, a quella casa silenziosa, i soffitti altissimi, il pavimento con quella greca dove lei amava camminare un piedino avanti all’altro, senza uscire dal disegno, pensa a nonna che Psssssssssssssssssssssssssss! chiamava dalla cucina e lei sapeva il sorriso silenzioso e il gesto a porgere quelle due fette di pane sciapo da cui usciva qualcosa di rosato profumatissimo, quel pane con quella crosticina bianca bianca e la mollica compatta, che non faceva briciole e quel profumo, mica come questo, quel profumo

mai più sentito. Mai più.


(by poetella)