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(foto di  poetella)

 

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………………………………………… C’era quella primavera

proprio così come adesso. Come faccio a dirla tutta?  Come a dire l’inizio, come quel primo,  quell’altro e il dopo, lo sviluppo, il  gonfiarsi delle  vele, lo spingersi in mare aperto, l’oceano!

……………………… …..……………. c’era quella primavera

e quella luce di libertà, niente gabbiani, non ce n’era di gabbiani, allora, nessun gabbiano che solcasse la primavera, allora, solo passeri, piccioni, qualche rondine, ah, le rondini!  liberazione dal grigio, dal vincolante incatenato appiccicoso vischioso brutto vecchio noioso, via!

Svuotare soffitte e cantine, lasciare l’essenziale, cosa sarà mai essenziale?

contare i grani di melograno, contare i passi, aspettare il fiorire, sereni

……………………………………… e  c’era quella primavera

che aiutava, collaborava, eccome se collaborava! Apri tutto cambia aria rifodera i cassetti, carta di Varese fiori blu,  metti lavanda, metti via, cambia strada cambia vita.

E lei se ne andava in giro, quasi danzando, cantilenando

……………………………..…….. – mai più! Mai più! Libera!

E c’era quella specie di promessa: sola! Aria! Via! Respirare!

……………………………..…….. – mai più! Mai più! Libera!

Via tutti i legacci, i lacci, gli impicci, gli impacci, le scuse, gli inganni, le giravolte, le scalate scivolose degli specchi.                  

Fine della fatica. Libera!

……………………………..…….. – mai più! Mai più! Libera!

Niente, niente che valesse  a far tornare la voglia di rimettersi in quella scatola e chiudere il coperchio. Niente. Di umano.

……………………… ……….…. sì! c’era quella primavera! poi

 

 era arrivato lui. Click.

 

(by poetella)